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Legale13 min

Alcol agli eventi in Italia: orari, minori e SCIA 2026

Il bar di un evento italiano parte con una SCIA temporanea: orari dell'articolo 6 del DL 117/2007, minori, etilometro, ordinanze comunali e IVA al 10 %.

di Alejandro García Cestero

CEO e fondatore

Alcol agli eventi in Italia: orari, minori e SCIA 2026
Foto: https://kaboompics.com/ vía Pexels

Risposta rapida

In Italia non esiste una licenza alcolici a sé: il bar di un evento si apre con la SCIA di somministrazione temporanea presentata al SUAP del Comune. L'articolo 6 del decreto legge 117/2007 impone di interrompere la vendita alle 3:00 e di non riprenderla fino alle 6:00, con sanzioni da 5.000 a 20.000 euro.

In Italia il bar di un evento non si apre con una licenza alcolici, perché non esiste: si apre con una SCIA di somministrazione temporanea presentata al SUAP del Comune. Ciò che è statale e non si negozia sono gli orari, l'età minima e l'etilometro. L'articolo 6 del decreto legge 117/2007 impone lo stop alla vendita alle 3:00, l'articolo 14-ter della Legge 125/2001 punisce chi serve un minore di 18 anni e il sindaco può, con ordinanza, spegnere il bar durante il tuo evento.

Di quale autorizzazione hai bisogno per allestire un bar a un evento in Italia?

Di una SCIA di somministrazione temporanea di alimenti e bevande, presentata al SUAP del Comune. Non è un'autorizzazione per gli alcolici: è l'abilitazione a servire, e l'alcol rientra, a meno che la norma locale non lo escluda. La competenza è regionale, quindi la norma da citare nel modulo cambia da una regione all'altra.

In Friuli Venezia Giulia, il portale SUAP regionale colloca la SCIA nell'articolo 11 della Legge regionale 17/2025, il codice regionale del commercio e del turismo, e ricorda che «l'art. 41 del D.l. 9 febbraio 2012, n. 5» ha esonerato dal requisito professionale chi partecipa a manifestazioni temporanee. Restano obbligatori i requisiti morali dell'articolo 71 del Decreto Legislativo 59/2010 e quelli antimafia dell'articolo 85 del Decreto Legislativo 159/2011, con un tetto di cinquantanove giorni di attività all'anno.

In Campania, il SURAP regionale rimanda all'articolo 94 della Legge regionale 7/2020, del 21 aprile, e aggiunge la notifica sanitaria nella categoria «Ristorazione in ambito di manifestazioni temporanee (fiere, sagre ecc.) non escluse dal regolamento 852/2004». L'attività resta «limitata alla durata della manifestazione ed ai locali e luoghi cui la manifestazione si riferisce».

Tre territori, tre procedure

TerritorioNorma della SCIA temporaneaLimite dichiaratoDettaglio che cambia il costo
Friuli Venezia GiuliaArt. 11 della Legge regionale 17/2025 (SUAP regionale)59 giorni all'annoEsonero dal requisito professionale per l'art. 41 del DL 5/2012
CampaniaArt. 94 della Legge regionale 7/2020 (SURAP)Durata della manifestazioneNotifica sanitaria per «manifestazioni temporanee»
Provincia di TrentoLegge provinciale 9/2000 e DPP del 14 giugno 2001Fine della manifestazione27 euro di diritti di istruttoria; gratis per gli enti senza scopo di lucro

La scheda del Comune di Trento aggiunge una precisazione da leggere prima di chiudere la lista delle bevande: per servire superalcolici «è necessario richiedere anche una specifica autorizzazione in deroga adeguatamente motivata». Se il tuo bar vive di cocktail, quel documento è a parte.

La SCIA del bar non sostituisce il permesso di spettacolo. Sono due pratiche distinte e la seconda, con la sua commissione di vigilanza, è spiegata nella guida su quali permessi servono per un evento in Italia. Il portale del Friuli lo chiarisce quando elenca chi controlla una manifestazione temporanea: Comune, Vigili del Fuoco, autorità sanitarie, ARPA e SIAE.

Fino a che ora si possono servire alcolici a un evento italiano?

Fino alle 3:00, e non si riprende prima delle 6:00. La regola è nell'articolo 6, comma 2, del decreto legge 3 agosto 2007, n. 117, nella formulazione data dall'articolo 54 della Legge 120/2010. Il testo riguarda i titolari della licenza dell'articolo 86 del TULPS, «ivi compresi gli esercizi ove si svolgono, con qualsiasi modalità, spettacoli o altre forme di intrattenimento e svago, musicali o danzanti», e «chiunque somministra bevande alcoliche o superalcoliche in spazi o aree pubblici ovvero nei circoli gestiti da persone fisiche, da enti o da associazioni». Quindi anche il bar di un'associazione in una piazza.

Tutti loro «devono interrompere la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche alle ore 3 e non possono riprenderla nelle tre ore successive, salvo che sia diversamente disposto dal questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza».

C'è un secondo orologio, quello della vendita per asporto. Il comma 2-bis obbliga gli esercizi di vicinato degli articoli 4.1.d) e 7 del Decreto Legislativo 114/1998 a interrompere «la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 24 alle ore 6». E ci sono due notti esenti: il comma 2-ter esclude da entrambi i limiti la notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio e quella tra il 15 e il 16 agosto.

Molta documentazione di settore cita ancora le 2:00 per i locali di spettacolo. Era la formulazione del 2007: l'articolo 54 della Legge 120/2010 ha sostituito l'intero comma 2 e ha unificato l'orario alle 3:00. È una lettura diretta del testo modificativo, non un'interpretazione.

Quanto costa sforare l'orario

Il comma 3 dello stesso articolo 6 fissa il conto: «L'inosservanza delle disposizioni di cui ai commi 2, 2-bis e 2-quinquies comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 20.000». Con due violazioni distinte accertate in due anni, si sospende la licenza o l'attività «per un periodo da sette fino a trenta giorni, secondo la valutazione dell'autorità competente». In un festival di tre giorni, una sospensione di sette giorni arriva dopo l'evento, ma ricade sull'edizione successiva.

Servono l'etilometro e le tabelle alcolemiche?

Se il locale resta aperto oltre le 24:00, sì. Il comma 2-quater dell'articolo 6 obbliga i titolari dei locali del comma 2 a tenere «presso almeno un'uscita del locale un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico, di tipo precursore chimico o elettronico, a disposizione dei clienti che desiderino verificare il proprio stato di idoneità alla guida dopo l'assunzione di alcool».

Non finisce qui. Devono esporre all'ingresso, all'interno e all'uscita tabelle che riportino «la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell'aria alveolare espirata» e «le quantità, espresse in centimetri cubici, delle bevande alcoliche più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza, pari a 0,5 grammi per litro». La sanzione per l'inosservanza è più bassa, ma c'è: da 300 a 1.200 euro.

La lettura pratica è nostra, non della norma. Il precetto parla di «locali», pensando a discoteche e pub con licenza dell'articolo 86 del TULPS. Un'area temporanea con SCIA non rientra in modo evidente in quella definizione, e a decidere è l'autorità locale. Chiedilo per iscritto al SUAP insieme alla SCIA: un etilometro precursore e tre cartelli costano poco; discuterne con l'agente alle tre di notte, molto di più.

Si può servire alcol a un minore di 18 anni?

No. L'età minima per vendere e per somministrare è 18 anni e dal 2017 entrambe le condotte sono nella stessa norma. L'articolo 12, comma 2, del decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14, in vigore dal 22 aprile 2017 dopo la legge di conversione 48/2017, ha modificato l'articolo 14-ter della Legge 125/2001: «dopo la parola: "vende" sono inserite le seguenti: "o somministra" e le parole: "per tre mesi" sono sostituite dalle seguenti: "da quindici giorni a tre mesi"».

Il risultato vigente, come lo riassume la Federazione Italiana Pubblici Esercizi nell'agosto 2026, è una sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro per chi vende o serve alcolici a un minore di 18 anni, e da 500 a 2.000 euro con sospensione dell'attività da quindici giorni a tre mesi in caso di recidiva. Il comma 1 dello stesso articolo impone inoltre di chiedere il documento: «Chiunque vende bevande alcoliche ha l'obbligo di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità, tranne che nei casi in cui la maggiore età dell'acquirente sia manifesta».

Sotto i 16 anni non è più una sanzione, è un reato. L'articolo 689 del Codice penale punisce con l'arresto fino a un anno chi serve «in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici», e aggrava la pena «se dal fatto deriva l'ubriachezza».

Età dell'ospiteNorma applicabileConseguenza
Meno di 16 anniArt. 689 del Codice penaleReato: arresto fino a un anno
16 e 17 anniArt. 14-ter della Legge 125/2001Sanzione da 250 a 1.000 euro
Recidiva con minori di 18 anniArt. 14-ter della Legge 125/2001Da 500 a 2.000 euro e chiusura da 15 giorni a 3 mesi
Dubbi sull'etàArt. 14-ter, comma 1Obbligo di chiedere un documento di identità

Dal punto di vista operativo, la questione si risolve all'ingresso, non al bar. Se l'evento è aperto a tutte le età, il braccialetto colorato per fascia d'età consegnato all'accesso evita che il barista debba stimare l'età al buio. È lo stesso criterio che vale per i minori e l'alcol agli eventi in Germania, dove la legge distingue per bevanda e per età.

Il Comune può vietare l'alcol durante il tuo evento?

Sì, e lo fa spesso. Lo strumento è l'ordinanza del sindaco dell'articolo 50, commi 5 e 7, del Decreto Legislativo 267/2000. Due esempi recenti danno la misura di quanto si può arrivare lontano.

Il Comune di Bergamo ha pubblicato l'ordinanza n. 13 del 18 agosto 2026: divieto di somministrazione e vendita per asporto di bevande alcoliche sopra i 5 gradi e di bevande in vetro, simili o lattina, dalle 09:00 del 20 agosto alle 06:00 del 21 agosto 2026, entro un perimetro che comprendeva il centro storico, con sanzione da 50 a 500 euro ai sensi dell'articolo 7-bis dello stesso Decreto Legislativo 267/2000. Il Comune di Monselice, con l'ordinanza n. 215 del 31 ottobre 2024, ha vietato durante la Fiera dei Santi la somministrazione e la vendita per asporto di bevande in bottiglie e bicchieri di vetro, escludendo dal divieto il servizio al tavolo nei dehors autorizzati.

La recidiva ha una sua pena. L'articolo 12, comma 1, del decreto legge 14/2017 consente al questore di sospendere l'attività «per un massimo di quindici giorni, ai sensi dell'articolo 100» del TULPS in caso di «reiterata inosservanza delle ordinanze emanate, nella stessa materia, ai sensi dell'articolo 50, commi 5 e 7». In altre parole: violare due volte l'ordinanza sul vetro può chiuderti il locale, non solo il bar.

Il calendario conta. Queste ordinanze si firmano pochi giorni prima dell'evento e si pubblicano all'albo pretorio del Comune. Assegna a qualcuno della produzione il controllo settimanale dell'albo nel mese precedente, come già si fa con i limiti di rumore di un evento in Italia.

Quale IVA si applica al bar: 10 % o quella del prodotto?

Dipende se servi o vendi. Il numero 121 della Tabella A, parte III, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, applica il 10 % alle «somministrazioni di alimenti e bevande, effettuate anche mediante distributori automatici; prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto forniture o somministrazioni di alimenti e bevande».

L'Agenzia delle Entrate lo ha distinto con chiarezza nella Risposta n. 412 del 2023: «la "somministrazione" è assoggettata all'aliquota Iva del 10 per cento, ai sensi del citato numero 121), mentre la "cessione" è assoggettata ad Iva con l'aliquota propria applicabile in relazione alla singola tipologia di bene alimentare venduto». La stessa risposta ricorda che la somministrazione è inquadrata come prestazione di servizi dall'articolo 3, comma 2, numero 4, del DPR 633/1972, per la compresenza di «prestazioni di dare» e «prestazioni di fare».

Per un festival, la conseguenza è contabile e concreta: la birra servita in bicchiere al bar e la bottiglia sigillata che qualcuno porta via non vanno sulla stessa riga del report di chiusura. Conviene che il POS distingua le due cose fin dall'inizio, perché ricostruirlo dopo, con decine di migliaia di scontrini, è un lavoro manuale. Se il biglietto include una consumazione, il trattamento del pacchetto è un'altra conversazione con il tuo consulente fiscale: la Risposta 412/2023 non risolve quel caso. Il resto della fiscalità della vendita di biglietti — il titolo di accesso, la carta di attivazione e il 10 % dello spettacolo — è nella guida su come vendere biglietti in Italia con SIAE.

E Futura Tickets, quale parte di tutto questo copre?

Nessuna delle licenze. La SCIA, l'ordinanza e l'etilometro sono pratiche e produzione, non software. Quello che tocca il sistema di vendita e di accesso è tutto ciò che succede dopo l'apertura del bar.

Due elementi concreti. I braccialetti e le card RFID/NFC di Futura Tickets incassano al 100 % offline, in meno di un secondo, anche se cade la rete: un bar in un'area temporanea senza copertura continua a servire e a registrare ogni consumazione. E il controllo del documento si risolve all'accesso, non al bar: consegnare un braccialetto diverso per fascia d'età all'ingresso trasforma il controllo dell'articolo 14-ter in un colpo d'occhio del barista.

Il resto è ordine nei dati. Ogni consumazione incassata dal POS del bar resta separata per punto vendita e per prodotto, che è proprio la separazione tra somministrazione e cessione richiesta dalla Risposta 412/2023. Come funziona il denaro sul braccialetto, con i suoi rimborsi e le sue chiusure, è spiegato nella guida su cashless e portafoglio digitale agli eventi.

Checklist prima di aprire il bar in Italia

Presenta la SCIA di somministrazione temporanea al SUAP con la norma regionale corretta. La Campania cita l'articolo 94 della Legge regionale 7/2020; il Friuli, l'articolo 11 della Legge regionale 17/2025. Allega la notifica sanitaria della manifestazione temporanea.

Chiedi per iscritto se la tua lista richiede un'autorizzazione a parte. Nella provincia di Trento, i superalcolici richiedono un'autorizzazione in deroga motivata. È un documento in più e ha dei tempi.

Programma lo stop delle 3:00 nel POS. La norma non distingue tra bar principale e bar dei camerini. Se il sistema smette da solo di vendere alcolici, non dipendi dal fatto che un barista ricordi l'ora.

Separa nel POS ciò che si serve da ciò che si vende confezionato. Dieci per cento contro l'aliquota propria del bene: è la distinzione richiesta dalla Risposta 412/2023 e si configura prima, non dopo.

Chiedi il documento ogni volta che la maggiore età non è manifesta. È un obbligo di legge espresso dell'articolo 14-ter, non una buona pratica. Risolvilo all'accesso con il braccialetto per fascia d'età.

Controlla l'albo pretorio del Comune nel mese precedente. Le ordinanze su vetro e alcol si firmano con pochi giorni di anticipo e cambiano l'allestimento del bar: bicchieri, lattine e perimetro.

Se l'area resta aperta dopo le 24:00, risolvi l'etilometro e le tre tabelle. Da 300 a 1.200 euro di sanzione, e l'autorità locale è quella che interpreta se la tua area rientra.

Conclusione

Il quadro italiano sull'alcol agli eventi ha tre livelli e conviene non confonderli. Quello regionale decide come si apre il bar: SCIA temporanea, con requisiti e tempi diversi in Campania, in Friuli o a Trento. Quello statale decide quando si smette e a chi non si serve: le 3:00 dell'articolo 6 del decreto legge 117/2007 e i 18 anni dell'articolo 14-ter della Legge 125/2001, con l'articolo 689 del Codice penale in attesa sotto i 16. E quello comunale decide cosa succede nel giorno preciso del tuo evento, con ordinanza, a volte con una settimana di preavviso.

I primi due si preparano mesi prima. Il terzo obbliga a guardare l'albo pretorio fino al giorno prima. È, in pratica, il lavoro del responsabile del bar in Italia.

Fonti

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Domande frequenti

Serve una licenza speciale per servire alcolici a un evento in Italia?
Non esiste un'autorizzazione statale per gli alcolici separata. Il bar temporaneo di una sagra, di una fiera o di un festival si apre con una SCIA di somministrazione temporanea presentata al SUAP del Comune, e la norma di riferimento è regionale: l'articolo 94 della Legge regionale della Campania 7/2020 o l'articolo 11 della Legge regionale 17/2025 del Friuli Venezia Giulia.
A che ora bisogna smettere di servire alcolici a un evento italiano?
Alle 3:00. L'articolo 6, comma 2, del decreto legge 117/2007, nella formulazione data dall'articolo 54 della Legge 120/2010, obbliga a interrompere la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche alle 3:00 e vieta di riprenderle nelle tre ore successive, salvo diversa disposizione del questore per particolari esigenze di sicurezza.
Che sanzione è prevista per servire alcolici a un minore in Italia?
Da 250 a 1.000 euro ai sensi dell'articolo 14-ter della Legge 125/2001, che dal 22 aprile 2017 punisce chi «vende o somministra» alcolici a minori di 18 anni. In caso di recidiva, da 500 a 2.000 euro e sospensione dell'attività da quindici giorni a tre mesi. Servire alcolici a un minore di 16 anni è reato.
Serve l'etilometro in un locale di spettacolo in Italia?
Sì, se l'attività prosegue oltre le 24:00. Il comma 2-quater dell'articolo 6 del decreto legge 117/2007 impone un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico, di tipo precursore chimico o elettronico, presso almeno un'uscita, e tabelle con i sintomi correlati ai diversi livelli di alcolemia. Non averlo costa da 300 a 1.200 euro.
Il Comune può vietare l'alcol durante il mio evento?
Sì, con ordinanza del sindaco ai sensi dell'articolo 50 del testo unico degli enti locali. Il Comune di Bergamo ha vietato il 18 agosto 2026 la somministrazione e la vendita per asporto di alcolici sopra i 5 gradi e di bevande in vetro o lattina durante una partita, entro un perimetro e in una fascia oraria precisi.
Quale IVA si applica alle consumazioni del bar?
Il 10 % quando c'è somministrazione, secondo il numero 121 della Tabella A, parte III, del DPR 633/1972. L'Agenzia delle Entrate ha precisato nella Risposta 412/2023 che la cessione, cioè la vendita del prodotto confezionato da portare via, è soggetta all'aliquota propria del bene venduto, che non è necessariamente il 10 %.

Sull'autore

Alejandro García Cestero

CEO e fondatore

Fondatore e CEO di Futura Tickets. Guida la strategia di prodotto, il business e il rapporto con gli organizzatori di eventi, con l'obiettivo di dare loro il controllo totale della biglietteria e dei propri dati.

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