Il Sejm ha approvato l'8 ottobre 2026, in terza lettura, il disegno di legge sulla sicurezza sociale delle persone che esercitano una professione artistica: 232 voti a favore, 197 contrari e 4 astenuti, su una maggioranza richiesta di 198. Crea uno «status artysty» e un aiuto pubblico ai contributi, ma non è ancora legge: il testo è passato al Senato e nulla si applicherà prima di nove mesi dalla sua pubblicazione.
Cosa ha approvato il Sejm
Il disegno di legge è del Governo ed è entrato in aula il 3 giugno 2026 (druk 2644). Nella prima lettura, il 19 giugno, una mozione di reiezione non è passata. C'è stata un'audizione pubblica il 14 luglio, la commissione ha firmato la sua relazione il 15 settembre (druk 3082, relatore Krzysztof Mieszkowski) e l'8 ottobre la seconda lettura ha dato spazio immediatamente alla terza, secondo il fascicolo dell'iter legislativo.
L'articolo 1 del testo votato fissa quattro oggetti: concedere ed estinguere lo «status artysty», regolare la «dopłata» ai contributi di sicurezza sociale, sanità, Fundusz Pracy e Fundusz Emerytur Pomostowych, designare l'istituzione responsabile e le azioni di qualificazione professionale. L'articolo 3.2 elenca gli ambiti culturali in cui si esercita la professione artistica, e la musica apre la lista. L'istituzione che lo concederà, oggi Centrum Edukacji Artystycznej, diventa Centrum Edukacji i Pracy Artystycznej.
Lo status viene concesso per cinque anni, previo parere di una Komisja Opiniująca di 145 membri nominata dal ministro per quattro anni.
Il filtro è di reddito, non di merito
L'aiuto si richiede a parte e ha un tetto. L'articolo 41.3 lo riserva a chi non abbia superato, in media annua nei tre anni solari precedenti, il 125% di dodici volte il salario minimo mensile in vigore il 1° gennaio dell'anno della domanda. I requisiti dello status non includono tale limite.
La valutazione d'impatto del disegno di legge del Governo, di giugno e precedente agli emendamenti della commissione, stima questa ripartizione:
| Voce | Stima per il 2027 |
|---|---|
| Aiuto ai contributi (incluso Fundusz Pracy) | 252,31 milioni di zloty |
| Congedi per malattia e altre prestazioni del FUS | 101,10 milioni di zloty |
| Gestione: ministero, ZUS e Istituzione | 21,45 milioni di zloty |
| Totale | 374,86 milioni di zloty |
Due terzi della spesa prevista sono contributi, e la gestione assorbe il 5,72% secondo lo stesso documento. I 21.316 beneficiari calcolati sono una stima, non una cifra del testo approvato.
Il dettaglio che conta sta in quanto copre l'aiuto: il documento lo descrive come un'integrazione fino all'importo del contributo minimo, e da qui deduce che chi lo riceve finirà per percepire la pensione al minimo legale. Non è un aiuto che eguagli la carriera contributiva di un lavoratore dipendente: la solleva solo fino al pavimento.
Senato e nove mesi
L'articolo 73 fissa l'entrata in vigore al primo giorno del mese successivo al decorso di nove mesi dalla pubblicazione. Prima manca il Senato, e anche se il testo venisse pubblicato subito, quei nove mesi porterebbero la finestra al secondo semestre del 2027. Lo status si dimostra con redditi dalla professione artistica in tre anni consecutivi: contratti e liquidazioni, la stessa traccia documentale già richiesta dagli obblighi fiscali di chi vende biglietti in Polonia.
La Polonia si è fatta notare quest'anno sul fronte del consumatore, con le regole di vendita dei biglietti di UOKiK e il festival K-pop cancellato a Chorzów. Questa volta guarda all'altro estremo della catena.
